PREFAZIONE
DI MICHELE NOSTRADAMUS ALLE SUE PROFEZIE


A Cesare Nostradamus, figlio, lunga vita e felicità.

(I )- La tua tarda comparsa CESARE NOSTRADAMUS, figlio mio, mi ha. fatto impiegare il mio tempo in costanti veglie notturne, riferendo per iscritto, a tua perpetua memoria, dopo la morte del tuo progenitore, per il comune profitto degli umani, di quanto la Divina Essenza, attraverso le rivoluzioni Astronomiche mi hanno consentito di conoscere.

(II )- Poiché è piaciuto a Dio Immortale che tu sia venuto alla luce in questa spiaggia terrena, non voglio riferirmi ai tuoi anni, che non sono ancora sufficienti, ma ai tuoi mesi marziali incapaci di recepire nel tuo debole ingegno, quello che avrò raccolto alla fine dei miei giorni;

(III) - vedo che non è possibile lasciarti per iscritto ciò che verrà cancellato dall'ingiuria del tempo; (I V) - poiché la facoltà ereditata dall'occulta predizione rimarrà racchiusa dentro di me;

(V) - considerando anche le avventure del destino umano che sono niente e che tutto è regolato e governato dalla potenza inestimabile di Dio, che ci ispira, non per baccante furore né per frenetico trasporto, ma per astronomiche osservazioni, "Essi soli ispirati dalla Divinità e dotati di spirito profetico, presagiscono gli eventi particolari"..

(VI) - Quantunque per lungo tempo, per diverse volte io abbia predetto con molto anticipo, ciò che poi è accaduto, in particolari regioni, attribuendo tutto ciò alla virtù ed alla ispirazione divina ed avendo preannunziato altri lieti ed infausti avvenimenti, con evidente prontezza, anche questi poi verificatisi in diverse latitudini della terra;

(VII) - avendo voluto tacere e tralasciare a causa della ingiuria e non tanto del tempo presente, ma anche per la gran parte del ,futuro, di mettere per iscritto, poiché i regni, i partiti, le religioni faranno cambiamenti opposti, rispetto al presente, diametralmente, che se io riferissi ciò che accadrà in avvenire, quelli del regno, di un partito, di una religione, e di una fede, troverebbero disaccordo con la loro fantasia auricolare che condannerebbero ciò che nei secoli futuri si constaterà essere visto e percepito.

(VIII) - Considerando pure la tendenza del vero Salvatore, "Non porgete ai cani ciò che è Santo, non offrite perle ai porci per evitare che le calpestino e rivolgendosi contro di voi vi lacerino". Che è stata la causa che ha trattenuto il mio linguaggio popolare, e la mia penna dalla carta;

(IX) - poi mi sono voluto dilungare dichiarando per gli avvenimenti comuni, con astruse ambigue sentenze gli eventi futuri, anche i più importanti e quello che ho percepito, qualsiasi umano cambiamento senza scandalizzare i fragili ascoltatori, e il tutto scritto in termini nebulosi più che profetici;

(X) - poiché; "Tu hai tenuto celate queste cose ai sapienti ed ai saggi, cioè ai potenti ed ai re e le hai rivelate agli umili ed ai poveri", ed ai Profeti;

(XI) per mezzo di Dio Immortale e dei buoni angeli, hanno ricevuto la .facoltà di vaticinare, con la quale essi vedono gli eventi lontani e possono prevedere i futuri avvenimenti, poiché nulla si può realizzare senza di Lui;

(XII) - così grande è la potenza e la bontà per le sue creature che quando esse sono raccolte in se stesse, tuttavia soggette ad altri effetti per la similitudine delle cause del buon genio, quel calore e la forza profetica si avvicina a noi come succede ai raggi del sole che irradiano la loro influenza ai corpi elementari, e non elementari.

(XIII) - Quanto a noi, che siamo esseri umani non possiamo conoscere nulla della nostra naturale cognizione, e versatilità d'ingegno degli astrusi segreti di Dio Creatore, "Poiché non ci è possibile conoscere né i tempi né i momenti".

(XIV) - Sebbene al presente vi possano essere personaggi che Dio Creatore ha voluto loro rivelare con impressioni immaginative, alcuni segreti dell'avvenire secondo l'Astrologia critica, come per il passato, allorché certe potenze e facoltà volontarie, portavano ad esse come fiamma di fuoco che appare, sotto la sua ispirazione si giungeva a prevenire le divine ed umane ispirazioni.

(XV) - Poiché le opere divine, che sono assolute, Dio le viene a realizzare: la media che è fra gli angeli, la terza i malvagi.

(XVI) - Ma figlio mio, io qui ti parlo un poco troppo astrusamente;

(XVII) - ma per quanto riguarda le occulte vaticinazioni, che si ricevono attraverso il sottile spirito del fuoco, qualche volta l'intelligenza contemplando il più alto degli astri, restando vigili ed attenti alle occulte voci, sorpreso per scritti redatti senza timore, salvo poi essere tacciato di inverecondo loquacità: ma perché? tutto proviene dalla Potenza Divina del Grande Dio Eterno da cui tutta la bontà procede.

(XVIII) - Inoltre, figlio mio, benché io abbia assunto il nome di Profeta io non me ne voglio attribuire il titolo, di così alta sublimità per il tempo presente, perché "Profeta è chiamato oggi colui che un tempo veniva chiamato veggente" poiché Profeta, in verità, figlio mio, è colui che vede cose lontane dalla naturale conoscenza di tutte le creature.

(XIX) - E sopraggiunge il momento in cui il Profeta, attraverso la perfetta luce della profezia gli appaiono chiare tanto le cose divine che quelle umane, la qualcosa non si può spiegare visto che gli effetti della futura predizione si estendono lontano.

(XX) - Poiché i segreti di Dio sono incomprensibili, e la virtù operante contingente, e lontana dalla conoscenza naturale, che prende le mosse dal libero arbitrio, fa sembrare le cause che da sole non possono acquisire quelle nozioni, tali da essere conosciute né dagli uomini veggenti né attraverso altre conoscenze o facoltà occulte esistenti sotto la concavità del cielo, anche per gli avvenimenti presenti della totale eternità che racchiude in sé tutti i tempi.

(XXI) - Ma attraverso quella indivisibile eternità, ed attraverso agitazione epilettica, glienti per mezzo dei movimenti celesti sono conosciuti.

(XXII) - Io non dico affatto - figlio mio - affinché sia ben chiaro, che la conoscenza di queste materie non si può ancora imprimere nel tuo debole cervello, che le vicende future, ben lontane non siano alla portata delle creature ragionevoli, se sono nonostante tutto la creatura dell'anima intellettuale delle cause presenti lontane, né gli sono del tutto né troppo occulti né troppo espliciti;

(XXIII) - ma la perfetta conoscenza degli avvenimenti, non si può acquisire senza quella divina ispirazione: poiché tutta la ispirazione profetica riceve il suo principale impulso da Dio Creatore, poi dal Fato e dalla Natura.

(XXIV) - Perciò, essendo gli avvenimenti indifferenti, indifferente- mente prodotti e non prodotti, il presagio in parte avviene quando è stato predetto.

(XXV) - Poichè, il giudizio creato intellettualmente, non può vedere occultamente, se non attraverso la voce proveniente dal Limbo mediante la esigua fiamma, in quella parte delle vicende future si verranno ad orientare.

(XXVI) - E ancora - figlio mio - io ti, supplico di non volere mai impiegare il tuo intelletto in quelle chimere, e vanità che inaridiscono il corpo e portano a perdizione l'anima arrecando turbe ai fragili sensi: perfino la vanità della più esecrabile magia condannata perfino dalle sacre scritture e dai canoni divini;

(XXVII) - ad eccezione della interpretazione dell'astrologia vaticinante, con la quale, e mediante l'ispirazione e la rivelazione divina attraverso continue veglie e calcoli, abbiamo redatto per iscritto le nostre profezie.

(XXVIII) - E sebbene quella occulta Filosofia fosse riprovata, non ho mai voluto presentare le loro furiose persuasioni: sebbene diversi volumi sono stati nascosti per molti secoli, mi siano stati palesati. Ma dubitando per ciò che ne deriverebbe, in questo caso, dopo la lettura ne ho fatto dono a Vulcano, e mentre egli li stava divorando, la fiamma lambiva l'aria rendendola di una chiarezza insolita, più chiara di una fiamma naturale, come luce di folgorante .fulmine che illuminasse improvvisamente la casa, come se in essa fosse avvenuta una conflagrazione.

(XXIX) - Ed affinché per l'avvenire non se ne abusasse, perscrutando la perfetta trasformazione tanto lunare che solare, che sotterranea di metalli incorruttibili e dalle onde occulte li ho ridotti in cenere.

(XXX) - Ma riguardo al giudizio che si viene a realizzare attraverso il giudizio celeste, ti voglio riferire che per avere conoscenza degli avvenimenti futuri occorre rigettare lontano le fantastiche immaginazioni che perverranno, limitando la particolarità dei luoghi delle divine soprannaturali ispirazioni, in accordo alle figure celesti, ai luoghi ed a una parte del tempo di qualità occulta per virtù, potenza e facoltà divina difronte alla quale i tre tempi sono coesistenti con l'eternità, la rivoluzione, l'evento passato, presente e futuro «Poiché ogni cosa è chiara ed evidente ecc.».

(XXXI) - Poiché figlio mio, tu possa facilmente comprendere, nonostante il tuo tenero cervello, che le cose che debbono accadere si possono profetizzare, con le luci notturne e celesti, che sono naturali per lo spirito della profezia;

(XXXII) - non che io mi voglia attribuire la nomina né la, facoltà profetica, ma per ispirazione rivelata, e come uomo mortale sono tanto lontano spiritualmente dal cielo, con i piedi in terra «Possa non sbagliarmi, ingannarmi, essere ingannato» sono un peccatore più grande di nessun altro in questo mondo, soggetto a tutte le umane afflizioni.

(XXXIII) - Ma essendo stato più volte colto nella settimana dall'ispirazione, e con lunghi calcoli rendendo gli studi notturni gradevoli con profumi, ho composto libri di profezie, contenenti ciascuno cento quartine astronomiche di profezie che ho voluto oscuramente correggere, che costituiscono vaticini, da ora all'anno 3797.

(XXXIV) - Ciò probabilmente farà aggrottare la fronte a parecchi vedendo la così lunga estensione dei vaticini e sotto tutta la concavità della luna cio avrà luogo e nozione: ciò comprenderà - figlio mio - le universali vicende dì tutta la terra.

(XXXV)  - Se tu vivrai l'età naturale umana, vedrai nella tua latitudine  e sotto il cielo della tua nascita le future vicende previste.

(XXXVI) - Sebbene solo Dio Eterno sia il solo che conosce la luce della Sua eternità, che da lui stesso procede;

(XXXVII) - e dico francamente a quelli ai quali la Sua immensa grandezza, che non ha limiti ed è incomprensibile, ha voluto rivelare dopo lunga melanconica ispirazione, che mediante quella causa occulta manifestata divinamente, principalmente da due cause principali che sono intrinseche nell'ispirato che profetizza, ma è quella che viene ad infondere chiarendo la luce soprannaturale, al personaggio che predice per la dottrina degli astri, e profetizza per ispirazione e rivelazione;

(XXXVIII) - la quale rappresenta una certa partecipazione della divina eternità; attraverso cui il profeta viene a comprendere ciò che il suo spirito divino gli ha donato tramite il Dio Creatore e per una naturale predisposizione;

(XXXIX) - occorre conoscere che ciò che si predice è vero, ha origine eterna: e tale luce ed esigua fiamma è di tutta efficacia e profondità, non meno della naturale luce che rende i Filosofi così sicuri che attraverso i principi della causa prima hanno raggi . unto i più profondi punti delle alte dottrine.

(XL) - Ma a tal fine - figlio mio - non voglio approfondire troppo per la capacità futura dei tuoi sensi, e credo che le parole faranno così grande ed incomparabile danno, e scopro che nel mondo, prima della universale conflagrazione vi saranno molte inondazioni che non vi saranno regioni che non siano sommerse dall'acqua, e per lungo tempo tutto perirà, etnografie e topografie.

(XLI) - Inoltre prima e dopo le inondazioni, in molti paesi le piogge saranno così scarse, e cadrà dal cielo grande quantità di fuoco e di pietre incandescenti che non vi resterà nulla che non sia consumato: e ciò avverrà improvvisamente prima dell’ultima configurazione. Consumato :e ciò avverrà improvvisamente prima dell'ultima
conflagrazione.

(XLII) - Quando il pianeta Marte concluderà il suo ciclo, ed al termine della stia ultima rivoluzione, la ricomincerà: ciò avverrà quando i pianeti saranno congiunti gli uni in Acquario per molti anni gli altri in Cancro per più lunghi e continui (anni).

(XLIII) - E intanto che siamo governati dalla Luna attraverso la potenza di Dio Eterno, prima che essa abbia concluso il suo ciclo il Sole seguirà, e poi Saturno.

(YLIV) - Poiché secondo i segni celesti, il regno di Saturno ritornerà, essendo tutto calcolato, il mondo si avvicina ad una rivoluzione distruttrice;

(XLV) - e nel momento in cui scrivo prima di 177 anni , tre mesi e undici giorni, per epidemie, lunga carestia e guerre, e ancor pi . ti per inondazioni, il mondo, da ora a quel termine stabilito, prima e dopo per diverse volte verrà così diminuito e poca gente sopravviverti che non si troverà più chi lavorerà i campi che diverranno incolti per tanto tempo, quanto lo rimasero coltivati;

(XLVI) -  e per quanto riguarda la visibile previsione celeste, sebbene già si sia al settimo millennio che tutto conclude, ci approssimiamo all'ottavo dove c'è il firmamento dell'ottava sfera che è in dimensione latitudinaria, ove il Gran Dio Eterno concluderà la rivoluzione: per cui le immagini celesti ritorneranno a muoversi ed il movimento superi . ore che rende con la terra stabile e ferma "Non si inclinerà per tutta l' infinita serie dei secoli": pertanto che il Suo volere sarà compiuto e cosi sarà e non altrimenti;

(XLVII) - sebbene con ambigue opinioni si dissenta dalle ragioni naturali con fantasticherie Maomettane,

(XLVIII) -  per cui qualche volta il Dio Creatore per mezzo dei ministri dei suoi messaggeri di fuoco trasmessi con fiamme, viene a proporre ai sensi esteriori, perfino ai nostri occhi, le cause delle future significatrici previsioni degli avvenimenti ,futuri, che si deve a colui che manifesta il presagio.

(XLIX) - Poiché il presagio che si ottiene dalla luce esteriore viene infallibilmente a giocare un ruolo con e attraverso la luce esteriore;

(L) - in quanto veramente la parte che sembra avere per l'occhio dell'intelletto, non è in danno del senso immaginativo: la ragione è fin troppo evidente, perché tutto è previsto per ispirazione divina e per mezzo dello spirito angelico ispirato all'uomo profetizzante, rendendo sacri i vaticini, venendolo ad illuminare, eccitandogli la fantasia con diverse notturne apparizioni, che con diurna certezza profetizza attraverso interpretazioni astronomiche, congiunte alla santissima predizione futura, non. consistente d'altra parte che nel libero arbitrio.

(LI) - Vieni dunque a comprendere - figlio mio - che io scopro con le mie rivoluzioni che sono d'accordo alla rivelata ispirazione, che la spada mortale si avvicina a noi  attualmente con epidemie, la guerra più orribile di quanto ve ne possa essere stata nella vita di tre uomini, e carestia che colpiranno la terra, e vi ritornerà spesso;

(LII) - poiché gli Astri concordano con questa rivoluzione, ed è anche detto "visiterò con la mia verga di ferro le loro iniquità e sferzandoli, li percuoterò". Poiché la misericordia del Signore non sarà affatto un tempo disseminato - figlio mio - quando la maggior parte delle mie profezie saranno accadute e saranno concluse e verificate.

(LIII) - Allora, per molte volte, durante le sinistre tempeste "Li farò a pezzi» dirà il Signore, «li distruggerò e non avrò pietà di loro";

(LIV) - e mille altri fatti accadranno, con acque e continue piogge, come più chiaramente io ho redatto per iscritto nelle mie altre Profezie che sono composte dettagliatamente «in prosa» stabilendo i luoghi, i tempi, ed il termine prefissato che gli uomini nati dopo, conosceranno le vicende infallibilmente accadute come abbiamo indicato per gli altri, parlando più chiaramente nonostante siano mascherate, saranno comprese le intelligenze.- «ma una buona volta si dovrà eliminare l'ignoranza» ed allora l'avvenimento sarà più schiarito.

(LV) - Concludendo - figlio mio - ricevi dunque questo regalo da tuo padre M. Nostradamus, confidando di chiarirti ciascuna profezia delle quartine che seguono. Pregando Dio immortale che voglia concederti vita lunga in buona e prospera felicità.


Salon, il l° marzo 1555.